Il rinomato catalogo Walker & Dawn

Eravamo partiti in quattro.
Te Trois il coraggioso, che voleva dominare la vita. Eddie lo sciamano, che voleva scoprire i segreti. Tit che era piccolo, ma grande quando c’era bisogno. E Julie, l’invulnerabile, che voleva essere felice.

Il più bel libro che ho letto di recente è un libro per ragazzi: Il rinomato catalogo Walker & Dawn, di Davide Morosinotto (Mondadori, 2016, 328 pagine).

È perfetto da leggere se hai tredici anni, ma anche se ne hai trentatre; l’importante è che ti piacciano le avventure e che tu abbia qualche pigro pomeriggio da passare in spiaggia o qualche ora di sonno da sacrificare, perché una volta iniziato non c’è scampo: vorrai assolutamente sapere come va a finire.

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La storia è quella di quattro amici per la pelle, quattro ragazzini della Louisiana dell’inizio del Novecento: Te Trois, che abita con la madre e i fratelli in una fattoria e sogna di vivere esperienze entusiasmanti; Eddie, il figlio del medico, che porta gli occhiali, conosce i libri e ha la curiosità di chi vuole capire sempre tutto; Julie e Tit che sono fratelli, lei bianca e lui nero, lei forte e determinata, lui piccolo e silenzioso, perso nel suo mondo.

I quattro vivono nel bayou, muovendosi in un’atmosfera che ricorda tanto Huckleberry Finn di Mark Twain: scappano appena possono nel loro rifugio segreto nascosto tra le paludi del Mississippi, vanno a pesca sul fiume, costruiscono da soli una canoa con la corteccia d’albero e cercano di sfuggire alle noiosissime lezioni della scuola domenicale. Un bel giorno, avendo trovato tre dollari in un barattolo di latta, decidono di comprare niente meno che una pistola e dei proiettili da un catalogo di vendite per corrispondenza: quando però l’attesissimo pacco arriva da Chicago, i ragazzi ci trovano dentro un orologio da taschino di ottima fattura, ma rotto. Poco dopo arriva in paese uno straniero, che per riavere indietro l’orologio è disposto a pagare molto… Perché quell’orologio rotto è così prezioso? E perché i proprietari del catalogo ci tengono tanto a riaverlo indietro?

Così Te Trois, Eddie, Julie e Tit decidono di mettersi in viaggio per Chicago per restituire il misterioso orologio e incassare la ricompensa, dando inizio un’avventura dal ritmo incalzante che si snoda tra i battelli a vapore che risalgono il Mississippi, i treni che attraversano le grandi praterie e le caotiche città che i ragazzi non hanno mai visto, dove si possono comprare vestiti eleganti, dove iniziano a circolare le prime automobili («carrozze a vapore che si potevano guidare come battelli»), dove può capitare che qualcuno si rifiuti di servire un bicchiere di limonata a un ragazzino di colore e dove è facilissimo perdersi fra gente e palazzi .

Un po’ romanzo di viaggio, un po’ giallo, soprattutto storia d’avventura e d’amicizia, Il rinomato catalogo Walker & Dawn fila che è un piacere, narrato dalla voce dei quattro protagonisti, talmente veri, così furbi e allo stesso tempo ingenui, così coraggiosi e divertenti, che verrebbe voglia di incontrarli davvero. Su tutti mi sono affezionata soprattutto a Eddie, il ragazzino curioso, affamato di storie e di vita, afflitto da Centododici Preoccupazioni, che si sente sciamano perché un indiano gli ha insegnato i segreti della natura ma anche perché ha imparato che «i libri sono la magia dell’uomo bianco». Anche gli altri però sono indimenticabili: Julie che scappa dall’infelicità eppure non piange mai, perché sa chiudersi in se stessa per diventare «calma e forte come una tartaruga di palude», Te Trois, lo spirito libero che vuole vedere il mondo e vivere avventure, e Tit, sempre zitto, che capisce molto più di quanto gli altri non pensino. Anzi, proprio a lui è affidato l’epilogo della storia, che dà finalmente una risposta a quel che io mi chiedo con quasi tutti i libri che mi piacciono: che fine fanno i protagonisti dopo la parola fine? E devo dire che per certi aspetti è pure una risposta commovente…

Mi piacerebbe moltissimo vedere un film tratto da questo libro. Lui, che ha letto il libro insieme a me, perché mi vedeva sempre col naso incollato alle pagine, e che come me ne è rimasto entusiasta, dice che in realtà è proprio il libro ad avere un ritmo da film, e ha ragione. Inoltre si tratta di un romanzo che punta moltissimo sulle immagini: tra i capitoli troviamo pagine del famoso Catalogo Walker e Dawn, cartine geografiche e ritagli di giornale… Questo però non rende il libro simile a tanti altri racconti illustrati per ragazzi; piuttosto, aiuta il lettore ad avere l’impressione di trovarsi veramente dentro la storia. Quindi che posso dire… tanti complimenti all’autore, ma tanti complimenti anche a chi si è occupato della parte grafica!

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