Autografi

E quindi, sono tornata alla base da una decina di giorni. Superato il solito trauma del dopo-vacanze, che normalmente mi fa incominciare il lunedì di pessimo umore e mi fa passare settimana lavorativa con l’istinto latente (ma neanche tanto) di tornare in aeroporto a prendere un nuovo aereo verso una destinazione qualsiasi, posso finalmente tirare le somme sulla mia settimana parigina.

Che dire, Parigi è sempre bellissima e io sono molto affezionata ad alcuni luoghi. Certo è venuta giù tutta l’acqua del mondo e questo ha rovinato un po’ la poesia di certi momenti, perché ad esempio arrancare nei giardini di Versailles che sembrano un mare di fango non è il massimo… Comunque sono riuscita a fare la maggior parte delle cose che volevo: oltre alle mete tradizionali come Notre Dame e il Louvre, sono tornata a vedere la statua di d’Artagnan e ho pure trovato la casa all’inizio di Rue du Bac, dove il d’Artagnan vero abitò per diversi anni. Sul muro c’è una lapide che lo ricorda, e l’ho fotografata trionfante, felice come una bambina. Dico spesso che il lettore è destinato a una lunga serie di entusiasmi solitari, ma stavolta ero in compagnia di Lui, che è stato tanto gentile da assecondarmi. Dato però che anch’io l’ho accompagnato in una specie di tour della Rivoluzione Francese (perché ognuno ha le sue fissazioni), direi che siamo pari!

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Comunque bello il Louvre, bella Notre Dame, bella la basilica di Saint-Denis… ma devo dire che Parigi ha anche delle librerie meravigliose, specie nel Quartiere Latino. Sono tornata a casa con otto libri, tra cui due biografie di d’Artagnan, un romanzo di cappa e spada di Paul Féval e tutta la saga del Cavaliere di Lagardère… avrò di che fuggire altrove per i prossimi mesi, direi!

Un pomeriggio, camminando per le vie intorno a Saint-Germain-des-Prés, abbiamo trovato una libreria antiquaria. Io amo questo genere di librerie. Sono affascinanti e sembra sempre che nascondano chissà quali tesori, perciò mi piace esplorarle: spero sempre di trovare qualche romanzo di cappa e spada dimenticato da aggiungere alla mia collezione. Quella libreria in particolare però non vendeva soltanto libri antichi, ma anche autografi: lettere, documenti e biglietti originali, scritti ad esempio da Tolstoj, Hugo, Dumas, Proust, Darwin… Se girare per Parigi per me è sempre come sfogliare le pagine dei miei libri preferiti, in questo caso l’affermazione va presa alla lettera: girando per Parigi, è stato emozionante trovarmi all’improvviso davanti alle pagine vergate proprio dalle mani di alcuni degli autori che amo di più. È stato come fare un salto indietro nel tempo, anche se in alcuni casi il contenuto di quelle lettere era assolutamente trascurabile.

Dopo aver trascorso una mezz’ora appiccicata alla vetrina della libreria emettendo gridolini di entusiasmo, ho deciso di entrare. La signora che ci lavorava è stata molto cortese, anche se penso che né io né Lui assomigliassimo molto al genere di clientela che può frequentare regolarmente un negozio del genere. Non appena abbiamo scoperto i prezzi dei vari autografi, abbiamo anche capito perché non potevamo assomigliare a quel genere di clientela… Ma mettiamola così: abbiamo trovato l’hobby perfetto per quando saremo ricchi. Per il momento abbiamo preso il catalogo, così, per sognare…

E voi? Vi piacerebbe collezionare autografi dei vostri scrittori preferiti?

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